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Quando i genitori vogliono diventare coach!!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Bordoni   
martedý 24 marzo 2009
Lunedì 23 marzo ore 21:00 presso il Palaspes di Rieti coach Lino Lardo (Solsonica Rieti A1)  ha intrattenuto i numerosi coach con l'agomento "gli aspetti psicologici nel settore maschile" e nei diversi punti trattati sono rimasto colpito quando  COACH LARDO ha toccato il settore giovanile ed in particolare il rapporto coach-genitori. Premesso che Lardo è stato per diversi anni nei settori giovanili più importanti e che è stato anche lui giocatore si è permesso il lusso di dichiarare che esiste un CONFINE ben delineato tra il rapporto coach-giovane e coach-genitore. Molto spesso capita che i rimproveri o gli interventi dei coach siano molto forti, molto intensi, anzi spesso molto aggressivi, ma non per questo diseducativi dal punto di vista sia tecnico che comportamentale: alcuni genitori dopo interventi del genere ribadiscono:" CI SIAMO NOI GENITORI A RIMPROVERARE I NOSTRI FIGLI". Questo è l'errore più grande di interpretazione che i genitori possono commettere: l'intervento del COACH non vuol essere e non deve essere quello che i genitori fanno giornalmente nell'educare i propri figli ma è un'intervento mirato all'accrescimento tecnico e mentale del giovane ed è solo un modo per far crescere i ragazzi e farli confrontare con il mondo che li circonda. Per diventare bravi coach c'è bisogno di diversi anni di corsi formativi che prevedono studi approfonditi su vari aspetti (tecnico, ficico , psichico, medico ecc) mentre bravi genitori si diventa con l'esperienza propria e con il rispetto per chi fa della passione e dell'amore per i ragazzi gli ingredienti del ...................COACH DI VOSTRO FIGLIO!
 
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